17 Settembre 2021
FACCIAMO IL PUNTO DEL SETTORE CON IMPRESA PESCA FERRARA

Si riparte dopo il fermo pesca dell’Adriatico, ma ci sono molte cose da migliorare 

 

È tornato da qualche settimana il pesce fresco dell’Adriatico sui banchi di vendita e sulle nostre tavole dopo il periodo di fermo pesca, anche se la fornitura di prodotto è comunque stata in parte garantita dalla piccola pesca e dalle importazioni nazionali ed estere che hanno potuto soddisfare almeno il consumo locale. A darne notizia è Coldiretti Impresapesca nel sottolineare che è ripresa la pesca nel tratto dell’Adriatico.

Il fermo è caduto quest’anno in un momento difficile – denuncia Coldiretti Impresapesca – poiché il blocco dell’attività va a sommarsi all’incremento drastico della riduzione delle giornate di pesca imposta dalla normativa europea per le imbarcazioni operanti a strascico. Le giornate di effettiva operatività a mare sono scese per alcuni segmenti di flotta, per i segmenti di maggiore tonnellaggio, a circa 140 all’anno, rendendo non più sostenibile l’attività di pesca considerata anche l’assenza di un efficace sistema di ammortizzatori e di valide politiche di mercato capaci di compensare le interruzioni.

Senza la riduzione del periodo fisso di blocco delle attività almeno per l’areale Adriatico, l’apertura alla tutela differenziata di alcune specie e la possibilità per le imprese di scegliere i restanti giorni di stop, come richiesto da Coldiretti Impresapesca, l’assetto del fermo pesca 2021 non risponde ancora alle esigenze delle aziende le quali si trovano ancora costrette a concentrare un’attività che deve sostenere l’impresa di pesca per 365 giorni in appena 140-170. Per compensare tali drastiche riduzioni – afferma Coldiretti – il settore avrebbe bisogno di scegliere autonomamente quando operare e quando fermarsi in base alle condizioni di mercato, alle necessità di manutenzione delle barche o alle ferie del personale. La rigidità del fermo attuale, peraltro, continua a non rispondere alle esigenze della sostenibilità delle principali specie target della pesca nazionale, tanto che lo stato delle risorse nei 35 anni di fermo pesca, per alcune specie, è progressivamente peggiorato, come anche parallelamente lo stato economico delle imprese e dei redditi dei lavoratori. L’auspicio è che dal 2022 si possa partire con il nuovo Feampa con positive novità per mettere in campo un nuovo sistema che tenga realmente conto sia delle esigenze di riproduzione delle specie di maggiore bersaglio e delle esigenze economiche delle marinerie.

Oltre alle problematiche normative e strutturali del settore si aggiungono quelle causate dalla pandemia – continua la Coldiretti – con un crack da 500 milioni di euro tra produzione invenduta, crollo dei prezzi e chiusura dei ristoranti, senza dimenticare l’aggravio di costi per garantire il rispetto delle misure di distanziamento e sicurezza a bordo delle imbarcazioni. Se si considerano anche gli effetti combinati del surriscaldamento i cambiamenti climatici, delle importazioni selvagge di prodotto straniero e di una burocrazia sempre più asfissiante, il risultato – spiega Coldiretti Impresapesca – è la perdita nello spazio di un trentennio del 33% delle imprese e di 18.000 posti di lavoro, con la flotta ridotta ad appena 12mila unità e con una vetusta età media del naviglio di circa 36 anni.

Ferrara è la prima provincia in Italia per numero di addetti nel settore dell’acquacoltura e quinta nel settore della pesca in acque dolci. Risultavano attive al 31 dicembre 2020 1.854 imprese nel settore pesca e acquacoltura secondo il registro imprese della CCIAA di Ferrara (263 della pesca e 1.590 dell’acquacoltura, con un trend in crescita per quest’ultimo settore nel confronto tra 2011 e 2020 di circa 480 imprese). Le imprese “giovani” ovvero al di sotto dei 35 anni risultavano a fine 2020 in aumento rispetto al 2019, arrivando a 388, con una percentuale sul totale imprese del settore di oltre il 20%.

Coldiretti Impresapesca Ferrara, vista l’importanza del settore, ha intrapreso un percorso di ascolto dei propri associati e degli enti del territorio, attenta a sviluppare un rapporto sinergico con le imprese della pesca e valutare iniziative e proposte.

 

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