Confermata, dopo specifica richiesta di Coldiretti, la possibilità di bruciare a fini agronomici stoppie e paglia di riso, in deroga alle norme del Piano Aria per il 2021 e 2022.
Con specifica risposta ad un quesito posto da Coldiretti Emilia-Romagna, la Regione, tramite i due Assessorati competenti (Agricoltura ed Ambiente), ha confermato che la pratica della bruciatura dei residui colturali del riso, a fini agronomici e di prevenzione fitosanitaria, può essere effettuata anche dopo il 1° ottobre (data di applicazione delle restrizioni previste dal Piano Aria), sia per l’annata 2021 che 2022.
Per gli anni successivi, in ragione delle nuove norme comunitarie e nazionali, si presenteranno richieste per salvaguardare una pratica necessaria, che riguarda in gran parte la provincia di Ferrara, prima produttrice di riso a livello regionale con oltre 6.000 ettari investiti, tra l’altro con caratteristiche climatiche unite alla natura alluvionale dei terreni argilloso-limosi e torbosi, che favoriscono nel nostro territorio la crescita di un riso di eccellenza, garantendo un prodotto di altissima qualità, con risi da risotto, che rappresentano una delle eccellenze del Made in Italy nel mondo.
Le misure del Piano Aria Integrato Regionale, prevedono che dal 1° ottobre al 30 aprile si applichino limitazioni e divieti per la salvaguardia della qualità dell’aria, tra cui limitazioni alla circolazione di veicoli datati, uso di caldaie a legno, riduzione della temperatura massima all’interno degli edifici pubblici e privati, nonché il divieto generalizzato di bruciatura di stoppie e paglia, tranne appunto per la coltura del riso (fatte salve eventuali prescrizioni delle autorità competenti di gestione nelle zone ZPS e ZSC).
Eventuali bruciature di altri residui vegetali sono ammessi in deroga per problematiche fitosanitarie (bruciature dei residui di potatura come lotta al colpo di fuoco batterico) ed in misura di massimo due giornate all’interno del periodo di divieto (in assenza delle misure di emergenza per la qualità dell’aria), nel limite di piccoli cumuli al massimo di tre metri steri per ettaro al giorno, nelle zone non raggiungibili dalla viabilità ordinaria, da segnalare preventivamente tramite il portale regionale della Protezione Civile.
“Il chiarimento, necessario dopo voci ed illazioni che avevano allarmato i nostri risicoltori – commenta Alessandro Visotti, direttore di Coldiretti Ferrara – ci conforta rispetto alla nostra lettura delle norme attuali, finalizzate alla corretta gestione dei terreni utilizzati, soprattutto nel basso ferrarese, per la produzione di riso di qualità, e ci sprona anche a dare il nostro fattivo contributo per una applicazione delle future norme della condizionalità rafforzata in applicazione alle direttive europee e nazionali, che non pongano però ulteriori difficoltà ad un settore che già soffre per tensioni sui costi di produzione, sulle rese e su prezzi ancora incerti, ma che anzi va stimolato e sostenuto”.



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