13 Aprile 2017
COLDIRETTI: A ROMA SIT-IN IN DIFESA DEL RISO ITALIANO, PRESENTE DELEGAZIONE DI PRODUTTORI FERRARESI. BASTA CON LE IMPORTAZIONI“A DAZIO ZERO” E GLI INGANNI AI CONSUMATORI

Ministero delle Politiche Agricole anche i nostri risicoltori hanno reclamato la necessaria attenzione per il settore. A rischio le semine ed il futuro della coltura nel nostro Paese.
 
Centinaia di produttori di riso, provenienti da ogni regione d’Italia hanno manifestato dalle 9.30 di oggi, di fronte al Ministero delle Politiche Agricole a Roma, per sostenere ilsettore risicolo nazionale ed anche i produttori dell’Emilia-Romagna e di Ferrara in particolare, erano presenti per trovare le possibili soluzioni ad una crisi senza precedenti.
Un settore di eccellenza del made in Italy, che interessa a livello nazionale oltre diecimila addetti, tra agricoltori ed indotto, con una superficie coltivata di poco meno di 235.000 ettari.
Un settore però che sta scontando una pesante crisi, con bassi prezzi pagati agli agricoltori, crescenti volumi di importazioni da paesi asiatici low cost ma con seri rischi per la salute dei consumatori, come già rilevato dai dati delle analisi delle autorità sanitarie della UE su campioni risultati contaminati da fitofarmaci vietati in Europae da altri inquinanti potenzialmente rischiosi per i consumatori. 
Gli accordi commerciali, che prevedono tra l’altro l’applicazione di dazi zero dai Paesi Meno Avanzati (PMA), quali Cambogia e Myanmar, si stanno quindi trasformando in una breccia attraverso cui la percentuale di riso importata si è incrementata negli ultimi anni dal 35 al 68 percento per il riso lavorato e dal 59 al 70 percento per il riso semigreggio, tanto che oggi il consumo di riso nella UE è coperto per il 50% da quello di importazione dall’Oriente, con squilibri anche nelle varietà coltivate, tra quelle tradizionali come Arborio e Carnaroli, e quelle di tipo Indica, ed un prezzo medio del risone (ovvero il riso appena raccolto e non lavorato) che a partire dal dicembre 2015 ha subito una flessione di oltre il 33%, ovvero al di sotto dei nostri costi di produzione.
Di fronte a questi dati ed alla pesantezza della situazione, a poche settimane dalle semine, Coldiretti ha evidenziato la necessità di attivare alcune azioni, a partire dalla clausola di salvaguardia, prevista dai regolamenti comunitari di fronte ai gravi danni dei risicoltori italiani; fare più chiarezza nel settore, sia attraverso l’immediata indicazione dell’origine in etichetta per il riso, sia aggiornando la regolamentazione nazionale per il commercio del riso, fermo ad una legge del 1958, sburocratizzando le norme superate ed identificando più correttamente le varietà storiche rispetto a quelle similari; rinnovare profondamente l’Ente Risi per farne uno strumento di reale tutela e promozione del riso italiano; vietare le importazioni di riso coltivate e trattate con prodotti non ammessi dalla normativa europea in quanto potenzialmente pericolose.
Al Ministro Martina sono state presentate le proposte di Coldiretti, che riguardano da vicino anche i consumatori, che hanno il diritto di fare scelte consapevoli e di poter scegliere un riso veramente made in Italy, sicuro e salubre.
Il Ministro Martina ha preso atto delle richieste di Coldiretti ed ha assicurato il proprio impegno per il settore, annunciando sia un'azione comune con altri Paesi europei per un fronte comune di fronte alle importazioni dai paesi del sud est asiatico, chiedendo l'applicazione della clausola di salvaguardia, sia a livello nazionale con la firma del decreto che impone l'obbligo in etichetta dell'origine del riso e con una campagna di promozione del riso Made in Italy su tutti i mercati 
 
  
  

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