La tre giorni che ha messo i riflettori nel centro della città l’agricoltura con i suoi prodotti ma anche con le riflessioni per una annata problematica, si è conclusa con grande affluenza di cittadini e soddisfazione per quanto messo in campo.
“Sono stati tre giorni intensi ma gratificanti e desideriamo ringraziare i ferraresi ed i tanti cittadini anche turisti che hanno partecipato alle nostre Giornate del Ringraziamento, che hanno registrato una affluenza ed un interesse altissimi”.
Il commento del presidente di Coldiretti Ferrara, Floriano Tassinari sul Ringraziamento 2022 concluso qualche giorno fa, è testimonianza del successo dell’edizione di quest’anno, che straordinariamente si è sviluppata su tre giornate.
“Abbiamo realizzato nel centro della città di Ferrara – riprende Tassinari – un Mercato di Campagna Amica con una quarantina di aziende agricole ferraresi e di altre province italiane, con i loro prodotti di filiera corta 100% agricola ed italiana che ha registrato grande gradimento, con il vero cibo frutto del lavoro degli agricoltori, in sintonia con il titolo delle nostre Giornate, “Madre Terra”; abbiamo ospitato in Piazza Trento Trieste, sul Listone, associazioni con le quali condividiamo principi ed obiettivi, come AVIS, LILT, AIL e FIAB; sono stati con noi Arcitartufi e la pro loco di Tresigallo; hanno testimoniato i nostri progetti SIS, pasta GHIGI e Bonifiche Ferraresi; hanno potuto farsi conoscere UNIFE ed il gruppo bancario Cassa di Ravenna. Non è mancato neppure il saluto del Palio di Ferrara con suonatori e sbandieratori”.
La prima giornata è stata peraltro dedicata all’inaugurazione ufficiale della nuova sede provinciale, sede legale e uffici operativi di Coldiretti Ferrara, di via Contrari 5, con la presenza dei vertici regionali, con il presidente Nicola Bertinelli ed il direttore Marco Allaria Olivieri, molti direttori e presidenti delle altre federazioni emiliano-romagnole e del nostro segretario generale nazionale, Vincenzo Gesmundo, che si sono uniti ai rappresentanti economici e politici del nostro territorio, dai parlamentari neo eletti, a sindaci, la Provincia di Ferrara, la Camera di Commercio, i vertici di CAI e di Bonifiche Ferraresi.
“Al nostro fianco – prosegue Tassinari – per ribadire il valore altissimo del settore agricolo, il riconoscimento di un ruolo importante, la rappresentazione tangibile di un modo di produrre e di rapportarsi con i cittadini ed i consumatori, il presidio di un territorio e l’espressione più vera della biodiversità e dell’agroalimentare Made in Italy”.
Particolare apprezzamento è stata manifestata dal presidente regionale di Coldiretti Nicola Bertinelli e dal segretario nazionale Vincenzo Gesmundo, sia per il contesto in cui ha preso sede Coldiretti Ferrara, lo storico palazzo Contrari – Pepoli, sia per la volontà di essere quel riferimento a disposizione del territorio, anche in connessione con importanti realtà come Bonifiche Ferraresi, in grado di ragionare in termini di leadership, non solo per le proprie attività specifiche ma anche per tante altre imprese del territorio nella condivisione di progetti ed applicazioni dell’agricoltura 4.0, all’avanguardia a livello europeo nel tracciare le sfide per il futuro dell’agricoltura e dell’autentico agroalimentare italiano. Da difendere anche dagli attacchi di investitori che cercano – ha evidenziato il segretario Gesmundo – di imporre una dieta mondiale attraverso alimenti prodotti in laboratori e bioreattori, condizione che porterebbe alla distruzione dell’agricoltura tradizionale alla quale Coldiretti in tutti i modi e con tutta la propria forza si opporrà, anche con il supporto di istituzioni e cittadini.
Il sabato è stato dedicato in modo particolare alla riflessione sull’annata agraria, con un incontro molto partecipato presso la sala della Musica di Via Boccaleone, con le esperienze e valutazioni degli agricoltori stessi, su alcune filiere peculiari del territorio, dai cereali al riso, dalle bietole alla frutta, dal pomodoro da industria alle arachidi.
Occasione per riscontrare in modo trasversale su tutte le produzioni quali siano stati gli effetti di un clima particolarmente siccitoso e caldo, con riduzione delle rese unitarie per tutte le colture, pur avendo potuto disporre di acqua per irrigare, ma con molta apprensione per la prossina annata, e per i costi di produzione, lievitati in modo esponenziale e che hanno provocato una contrazione della redditività anche laddove i prezzi sono apparsi interessanti, come per i cereali. Il comune denominatore è stato dunque l’andamento climatico che impone scelte di adattamento sia agronomico che varietale e una applicazione rapida della sperimentazione con piante più resistenti sia alla siccità che agli attacchi di patogeni e parassiti, con il rischio concreto di perdere “pezzi” importanti del patrimonio produttivo ferrarese, anche nel comparto frutticolo, per le pere in particolare, che per l’ennesimo anno è stato deludente sia per la pezzatura dei frutti, sia per ulteriori attacchi di funghi che per il prezzo medio.
“Da un diverso punto di vista – evidenzia il direttore Alessandro Visotti – oltre alla componente produttiva, ci sono anche gli elementi normativi che devono essere ripensati, dall’uso di fitofarmaci adeguati, all’incidenza sui costi di produzione, al reperimento di manodopera, alla reciprocità con altri Paesi, ad un diverso sistema di quotazione dei prezzi all’origine, alla piena applicazione dei nuovi sistemi assicurativi, ai premi previsti nella nuova PAC a certe colture anche per l’importanza agronomica ed ambientale e poi contratti di filiera e rispetto delle regole sulle pratiche sleali nel settore agroalimentare”.

A corollario degli interventi di Stefano Maestri, Elisa Panini, Andrea Crovetti, Giampaolo Bassi e Gianni Paganini, la seconda parte dell’incontro è stata dedicata al rapporto con l’Università di Ferrara con i suoi nuovi corsi di studio sull’agricoltura ed acquacoltura, il ricambio generazionale ed il livello di scolarizzazione e consapevolezza sociale acquisita dal mondo agricolo che Nunzio Primavera ha tracciato nel suo libro “Il cuore giovane della Coldiretti”, dai primi anni dell’organizzazione con i Club 3P, sino all’Oscar Green dell’innovazione, con gli interventi dei professori Fabio Bartolini ed Emanuele Radicetti, il delegato di Giovani Impresa Filippo Pallara e gli studenti/agricoltori Stefano Bellini e Mattia Baretta, che hanno testimoniato la passione e la volontà di innovare e continuare a lavorare la terra nonostante tutto.
Contraddizioni e riflessioni messi in evidenza anche dalle assessore Angela Travagli e Paola Peruffo e dal consigliere ecclesiastico Don Luigi Corticelli, intervenuti sia sul tema dell’annata agricola che su quello del cibo sintetico che ipoteca ulteriormente il futuro della vera agricoltura.
La domenica ha visto la celebrazione liturgica della ricorrenza, con la celebrazione della Messa del Ringraziamento presso la Chiesa Basilica di San Giorgio da parte del Vicario Generale mons. Massimo Manservigi, con l’offerta dei beni della terra, poi donati, anche in occasione della giornata contro la povertà sia alla Curia che all’Emporio solidale Il Mantello, cui ha fatto seguito la benedizione dei trattori, i quali poi hanno fatto una passerella per la città, arrivando sino al sagrato del Duomo per un saluto ai ferraresi.
“Crediamo che il bilancio di questo evento sia da annoverare tra i successi – conclude il presidente Tassinari – per il coinvolgimento di tanti attori, i workshop, lo showcooking dei nostri agriturismi di Campagna Amica, gli assaggi, le animazioni per i bambini e le scuole, i laboratori, le occasioni di incontro e di confronto con i produttori, a testimoniare un ruolo ed una presenza che Coldiretti rivendica e mette a disposizione per il futuro non solo del settore agricolo ma di tutto il territorio, compresa la petizione per una legge contro il cibo sintetico che ha raggiunto in pochi giorni grande adesione da parte dei ferraresi”.



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