16 Dicembre 2022
COLDIRETTI FERRARA: ULTIMATI GLI INCONTRI CON I SOCI IN TUTTO IL TERRITORIO. VOCE AGLI AGRICOLTORI PER CONDIVIDERE IL FUTURO

Quattro assemblee e centinaia di associati incontrati per discutere dell’annata e programmare il prossimo anno e gli impegni sindacali dell’organizzazione agricola 

È giunto al termine il tour di Coldiretti Ferrara degli incontri con i propri associati in diverse assemblee in tutto il territorio provinciale.

Sono centinaia gli agricoltori che hanno potuto confrontarsi con i vertici provinciali dell’organizzazione agricola e ragionare sui diversi temi che rappresentano una sorta di bilancio dell’annata e gli spunti per guardare alle prospettive future in un momento particolarmente delicato e problematico come quello che stiamo attraversando.

Accumunate dal titolo “L’agroalimentare nel territorio ferrarese: il Made in Italy e le filiere”, le assemblee hanno visto la partecipazione dei dirigenti di Coldiretti Ferrara, in particolare i due Vice Presidenti Stefano Maestri e Gianni Paganini, insieme ad altri produttori e dirigenti dell’organizzazione coadiuvare il Presidente provinciale Floriano Tassinari nel fare il bilancio dell’annata riguardo le principali filiere produttive del nostro territorio, ovvero  i cereali ed il riso, le bietole e le colture frutticole, in particolare le pere e le situazioni organizzative e di servizio nel nostro territorio. Un bilancio in chiaroscuro quello del 2022, condizionato da due fattori principali: l’andamento climatico caldo e siccitoso e gli aumenti dei costi di produzione, che hanno determinato rese inferiori alla media e solo per alcune colture un prezzo tale da compensare le minori produzioni ed i maggiori costi. Particolarmente articolata la discussione sulla frutticoltura, con la nota dolente della crisi della pera Abate, produzione identitaria ferrarese che rischia l’emarginazione dopo anni di risultati deludenti per doversi motivi, da quelli climatici alle malattie ed ai parassiti, a prezzi non remunerativi, alla carenza di manodopera.

Forte la richiesta di continuare a svolgere come organizzazione di rappresentanza un ruolo fermo sulla salvaguardia del settore, mettendo in campo ogni risorsa per le aziende che intendono continuare la coltivazione pericola ferrarese, con il necessario supporto della ricerca e dell’innovazione per far fronte ai mutamenti climatici ed alle diverse patologie che affliggono i frutteti.

Nella sua relazione il presidente Tassinari nel ripercorrere i principali eventi dell’anno, ha rivendicato l’azione di Coldiretti nelle misure di sostegno alle imprese danneggiate da eventi negativi, nello stimolo della ricerca applicata in pieno campo per salvare la nostra pericoltura e tutto l’indotto economico e sociale ferrarese, la necessità di equilibrio nelle scelte delle colture, la volontà di difendere le produzioni e rafforzare le filiere nel segno della sovranità alimentare e del reddito degli agricoltori, operando in stretto raccordo con i livelli regionale e nazionale dell’organizzazione, per rappresentare le questioni particolari del nostro territorio e le possibili soluzioni. Di interesse l’approvazione del Piano Strategico Nazionale per l’applicazione della nuova PAC 2023/2027, ancora in attesa di ufficialità riguardo alcuni aspetti applicativi in particolare sulle tecniche agronomiche da applicare in diverse casistiche e l’adozione degli ecoschemi e della condizionalità rafforzata, che dovranno trovare una più chiara scrittura a livello ministeriale e successivamente regionale per poter essere adottate dalle aziende interessate già per il prossimo anno. Interesse anche per il nuovo PSR che la Regione ha già impostato e dovrebbe consentire investimenti aziendali e di sistema con nuove opportunità per i prossimi anni.

La chiusura del direttore Alessandro Visotti riguarda un aspetto peculiare, ovvero le pratiche sleali che da tempo si perpetuano e contribuiscono a rendere iniqua la filiera tra produzione e commercio (con solo 14 centesimi su un euro che restano nelle tasche degli agricoltori in media) nella scala del valore di un prodotto agroalimentare.

In realtà con il decreto 198/2021 l’Italia ha recepito la norma comunitaria che vieta una serie di comportamenti a danno delle diverse figure del ciclo economico, promuovendo al contrario le buone prassi, incaricando ICQRF della gestione delle segnalazioni e denunce con l’irrogazione delle pesanti sanzioni previste.

Purtroppo ad oggi, forse per scarsa conoscenza o forse per timore di non saper gestire i procedimenti previsti, sono pochi i casi in cui si sono formalizzati gli interventi repressivi delle pratiche scorrette a danno delle imprese agricole, ragion per cui è intenzione di Coldiretti approntare uno specifico servizio a disposizione dei soci per poter verificare la liceità dei contratti proposti e se del caso avviare i procedimenti sanzionatori prefigurati dal decreto in oggetto. Infine anche in questi incontri si è ragionato del pericolo derivante dal “cibo sintetico”, che rischia di sconvolgere le economie agricole senza garanzie di sicurezza, salubrità ed impatto sociale, avvantaggiando pochi soggetti a livello mondiale e mettendo in crisi milioni di agricoltori, piccoli e grandi in tutto il pianeta e contro il quale Coldiretti ha avviato una campagna per informare i cittadini e raccogliere firme per una legge che scongiuri l’arrivo di carne, pesce, uova, latte e formaggi fatti in laboratorio, con enormi dispendio di energia e forte impatto ambientale.

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