24 Gennaio 2015
COLDIRETTI: GIOVANI IMPRESA FERRARA HA RACCOLTO CENTINAIA DI FIRME PER LA CANDIDATURA DELLA’ARTE DELLA PIZZA COME PATRIMONIO IMMATERIALE UNESCO

L’arte italiana della pizza da tradizione a patrimonio mondiale immateriale tutelato dall’UNESCO: nell’anno dell’EXPO a Milano Coldiretti è scesa in piazza per supportare con una importante raccolta di firme che saranno presentate nel corso della prossima settimana a Parigi, alla sede dell’agenzia ONU per l’arte, la scienza, la cultura e l’educazione, la lettera di riconoscimento per la tutela internazionale del modo tipico italiano di fare l’autentica pizza.
La pizza è uno dei piatti bandiera dell’Italia nel mondo e l’obiettivo è quello di inserirla nella "Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità". 
Un riconoscimento che proteggerebbe la pizza e l'economia ad essa legata, dal fenomeno dell'italian sounding, così come già avvenuto nel 2010 per la “dieta mediterranea”.
Per gli agricoltori italiani significa anche poter essere i fornitori degli ingredienti indispensabili delle pizze fatte a regola d’arte con prodotti genuini, provenienti esclusivamente dall’agricoltura italiana e combattere anche il rischio dell’agro-pirateria alimentare a livello internazionale e dell’appropriazione indebita di identità.
“Oggi anche in Italia quasi due pizze su tre (63 per cento) sono ottenute da un mix di farina, pomodoro, mozzarelle e olio provenienti da migliaia di chilometri di distanza senza alcuna indicazione per i consumatori – osserva il segretario provinciale e regionale di Giovani Impresa, Marco Baldon – e troppo spesso viene servito un prodotto preparato con mozzarelle ottenute non dal latte, ma da semilavorati industriali, le cosiddette cagliate, provenienti dall'est Europa, con pomodoro cinese o americano invece di quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo o addirittura olio di semi al posto dell'extravergine italiano e farina francese, tedesca o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale”.
“Un fiume di materia prima – aggiunge il vice direttore di Coldiretti Ferrara, Riccardo Casotti, responsabile provinciale della Fondazione Campagna Amica -  che ha compromesso notevolmente l’originalità tricolore del prodotto servito nelle 50mila pizzerie presenti in Italia che generano un fatturato stimato di 10 miliardi, ma non offrono alcuna garanzia al consumatore sulla provenienza degli ingredienti utilizzati”.
I ferraresi hanno ben compreso il valore non solo simbolico dell’iniziativa e, complice anche una piacevole e soleggiata giornata, in centinaia hanno fatto tappa al gazebo di Coldiretti dove oltre ad informarsi sulle finalità dell’iniziativa, che ancora una volta tenta di dare concretezza alle produzioni made in Italy, hanno potuto assaggiare fumanti “margherite”, “napoletane”, “salamino”, “rucola” e “verdure” offerte dalla rinomata pizzeria I Sofisti, cui va il sincero apprezzamento e ringraziamento di Coldiretti per la collaborazione e disponibilità nel supportare l’iniziativa nello spazio loro antistante.
Tra i firmatari della petizione, oltre ai tanti cittadini, anche consiglieri comunali e rappresentanti di diversi comuni della provincia, gli assessori Serra e Fusari del Comune di Ferrara.
“Giovani Impresa Ferrara – conclude Ivan Sartori, vice delegato provinciale degli under 30 di Coldiretti – ringrazia tutti i cittadini e le persone che si sono avvicinate al nostro punto di raccolta firme e che hanno dimostrato la condivisione dei nostri obiettivi firmando la petizione, oltre che ringraziare i segretari di zona ed i dipendenti della Federazione che hanno consentito insieme al nostro movimento, di dare il contributo significativo della provincia di Ferrara a questa iniziativa nazionale, che ci auguriamo abbia la dovuto considerazione e quindi promuova la pizza a prodotto simbolo del vero made in Italy, cui l’agricoltura italiana, attraverso le sue filiere, è assoluta protagonista”.

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