Il via libera all’uso del latte in polvere in Italia imposta dall’Unione europea sotto il pressing delle lobby, in Emilia Romagna mette a rischio un settore che da solo rappresenta un quinto (21 per cento) dei 4.000 milioni di produzione lorda vendibile dell’Emilia Romagna. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna in occasione della mobilitazione di allevatori, casari e consumatori in piazza Montecitorio a difesa del Made in Italy per impedire il via libera in Italia al formaggio e allo yogurt senza latte che danneggia e inganna i consumatori, mette a rischio un patrimonio gastronomico custodito da generazioni, con effetti sul piano economico, occupazionale ed ambientale.
In Emilia Romagna – ricorda Coldiretti regionale – sono ancora aperte 3.700 stalle, che danno lavoro lungo tutta la filiera a 20 mila addetti, e che nel 2014 hanno prodotto 18,7 milioni di quintali di latte, mentre le importazioni hanno raggiunto circa 12 milioni di latte. Il settore degli allevamenti – spiega Coldiretti Emilia Romagna – svolge anche un ruolo insostituibile di presidio del territorio, nel quale la manutenzione è assicurata proprio dal lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali al pascolo.
Coldiretti ricorda che nei primi tre mesi del 2015 le esportazioni di formaggi e latticini italiani all’estero sono aumentate del 9 per cento per effetto della reputazione di alta qualità conquistata a livello internazionale, che però viene messo a rischio dalla liberalizzazione del latte in polvere. Per ogni centomila quintali di latte in polvere importato in più – secondo una analisi di Coldiretti – scompaiono 17mila mucche e 1.200 occupati solo in agricoltura. Con un chilo di latte in polvere si ottengono dieci litri di latte al prezzo di circa 20 centesimi al chilo che - sostiene la Coldiretti - è pari quasi alla metà di quanto costa agli allevatori produrre il latte fresco dall’allevamento con le mucche.
Quelli che chiedono all’Unione Europea di produrre il “formaggio con la polvere” sono gli stessi che sottopagano il latte agli allevatori italiani con prezzi che non coprono neanche i costi dell’alimentazione del bestiame, ha affermato il presidente di Coldiretti Emilia Romagna Mauro Tonello. Una manovra che – spiega Tonello - fa comodo a chi vuol continuare ad importare prodotti dall’estero da spacciare come Made in Italy per la mancanza di un adeguato sistema di etichettatura sull’origine dei prodotti lattiero caseari. Il risultato è che dall’inizio della crisi hanno chiuso in Italia oltre diecimila stalle da latte di cui 1.300 nella sola Emilia Romagna, con la perdita di posti di lavoro e di reddito, ma anche di un ruolo insostituibile di presidio del territorio.
“Con questa mobilitazione a piazza Montecitorio, l’Italia ha lanciato il “referendum” contro il “formaggio senza latte” che Bruxelles vuole imporre con la lettera di costituzione in mora appena inviata dal Segretariato generale della Commissione Europea alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea sull’infrazione n.4170”. Lo ha annunciato il presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “si apre per i prossimi mesi un duro braccio di ferro”. La petizione lanciata dalla Coldiretti chiede l’impegno del Governo e del Parlamento per garantire la norma vigente, che l’Unione Europea vorrebbe modificare, sul divieto di detenzione e utilizzo della polvere di latte, al fine di tutelare i cittadini, garantendone la massima consapevolezza e di difendere la distintività e l’eccellenza del vero made in Italy agroalimentare di cui il settore lattiero-caseario rappresenta una componente strategica in termini economici e di reputazione dell’Italia nel mondo. Le prime risposte trasversali sono già arrivate davanti a Montecitorio, nel corso della manifestazione che ha visto allevatori, casari e consumatori uniti in difesa della qualità del made in Italy lattiero-casearia, contro le pressioni di quella parte di industria che vuole continuare ad importare prodotti da spacciare come Made in Italy. Alla manifestazione – informa la Coldiretti - sono intervenuti per il Governo il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, ma numerosi sono stati i parlamentari presenti nonostante il caldo torrido. Tra essi Ettore Rosato, Capogruppo del PD alla Camera, Luca Sani, Presidente Commissione Agricoltura Camera PD, Ermete Realacci Presidente Commissione Ambiente Camera PD, Arturo Scotto, Capogruppo di SEL alla Camera, Massimiliano Fedriga, Capogruppo della Lega Nord alla Camera, Silvia Fregolent, vice presidente del Gruppo Camera PD, i deputati Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Nicodemo Oliverio PD, Susanna Cenni PD, Colomba Mongiello PD, Mino Taricco PD, Franco Bordo SEL, Serena Pellegrini SEL, Paolo Russo FI, Oreste Pastorelli PSI e i senatori Maurizio Sacconi, Presidente Commissione Lavoro Senato Ncd-Udc, Guido Guidesi Lega Nord, Elena Fattori M5S, Gian Marco Centinaio Lega Nord, Luciano Uras SEL, Francesco Scalia PD. Hanno partecipato all’iniziativa della Coldiretti anche il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, i Presidenti di Federconsumatori Rosario Trefiletti, di Adusbef Elio Lannutti, il segretario generale di Adiconsum Gianluca Di Ascenzo, il segretario generale Movimento Consumatori Alessandro Mostaccio e il Codacons nonché il portavoce della campagna “No TTIP” Monica Di Sisto il Presidente di Univerde Alfonso Pecoraro Scanio e il Presidente della sezione Sicurezza alimentare del CNSA del Ministero della Salute Giorgio Calabrese. Insieme a rappresentanti del Governo, del Parlamento e delle forze sociali contro l’uso del latte in polvere nei formaggi si è anche schierata - conclude la Coldiretti - l’Alleanza delle cooperative agroalimentari.



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