Le esportazioni di vino Made in Italy dei piccoli produttori sotto i 25 milioni di euro di fatturato sono cresciute in valore del 16 per cento, quasi il doppio dell’8,5 per cento fatto segnare dalle prime 103 società italiane produttrici di vino che fatturano piu’ dei 25 milioni di euro. E’ quanto emerge da una analisi presentata al Vinitaly dalla Coldiretti sulla base dei dati sul commercio estero nel 2010 di Mediobanca e dell’Istat. Questo significa - ha rilevato la Coldiretti - che le 103 grandi società del vino (che fatturano complessivamente il 55 per cento del totale del mercato) sui mercati esteri sono cresciute la metà delle altre. Una situazione che si verifica nonostante il fatto che - ha precisato la Coldiretti - spesso i sostegni pubblici alla promozione all’estero si siano indirizzati prevalentemente a favore delle grandi imprese.
“La dimensione da sola non è sufficiente per garantire competitività e quindi il successo delle imprese che devono puntare sul legame con il territorio e sulla distintività che i nuovi concorrenti stranieri non possono offrire”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Una dimostrazione concreta purtroppo si ha anche per le grandi cooperative che, secondo il rapporto Mediobanca, segnano riduzioni nei margini e nella redditività che sono in controtendenza rispetto a quanto emerge nelle altre società di capitali. Un andamento coerente - ha sostenuto la Coldiretti - con una collocazione di mercato prevalentemente in fasce di prezzo competitivo e una politica commerciale caratterizzata da grandi volumi e sorretta per lo più dalla grande distribuzione organizzata. “C’è la necessità di impegnarsi in politiche di più forte differenziazione, innovazione e valorizzazione del legame con il territorio che rappresentano il vero valore aggiunto della cooperazione. Gli stessi processi di riorganizzazione dimensionale hanno successo solo se legati all’esistenza o alla creazione di sbocchi di mercato remunerativi, altrimenti possono addirittura dimostrarsi dannosi”, ha concluso il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “purtroppo le uve nelle cantine sociali sono state spesso sottopagate ai viticoltori ad importi che rappresentano in media appena il 15 per cento del prezzo di vendita delle bottiglie”.
Per la prima volta nella storia le esportazioni di vino Made in Italy in valore hanno sorpassato i consumi nazionali nel 2010. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione del Vinitaly dove è stata presentata la prima mostra dell’”altra vitivinicoltura solidale – Il welfare in bottiglia”, con i risultati del buon lavoro in vigna e in cantina di diversamente abili, detenuti ed ex tossicodipendenti (stand Coldiretti presso il Centro Servizi Arena - stand A, tra il padiglione 6 e 7).
Si tratta - sottolinea la Coldiretti - dell’effetto congiunto dell’aumento del valore delle esportazioni che con una crescita del 12 per cento hanno raggiunto la cifra record di 3,93 miliardi di euro e del calo del 4,8 per cento negli acquisti familiari degli italiani, secondo Ismea, che ha portato il valore delle vendite a livello nazionale a 3,89 miliardi di euro. Il risultato è stato comunque - precisa la Coldiretti - un aumento del fatturato complessivo che è passato da 7,6 a 7,82 miliardi di euro del 2010, con un aumento del 3 per cento.
Il 2010 segna dunque - sostiene la Coldiretti - una svolta epocale sul mercato che è destinata a condizionare fortemente la produzione e la distribuzione del vino Made in Italy che dovrà fare i conti con il mutato scenario internazionale. Non è infatti un caso che lo storico sorpasso delle esportazioni sui consumi interni avviene proprio nell’anno in cui - riferisce la Coldiretti - gli Stati Uniti sono diventati per la prima volta il Paese dove si consuma complessivamente la maggior quantità di vino al mondo davanti rispettivamente a Francia ed Italia, secondo il report di Gomberg-Fredrikson nel 2010, durante il quale gli americani avrebbero consumato 329 milioni di casse da 12 bottiglie in mercato che, solo nel canale retail, vale 30 miliardi di dollari.
Il risultato complessivo del 2010 è comunque di buon auspicio per l’ultima vendemmia, stimata su valori contenuti di 45,1 milioni di ettolitri, con il 60 per cento della produzione che - continua la Coldiretti - è destinato alla realizzazione dei 504 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (330 vini Doc, 56 Docg e 118 Igt). Un numero di riconoscimenti superiore a quello dei cugini francesi mentre sul piano produttivo - conclude la Coldiretti - si ripete anche quest’anno la sfida con la produzione oltralpe che è attualmente stimata pari a 45,6 milioni di ettolitri in attesa dei dati definitivi.
IL VALORE DELLE VENDITE DI VINO IN MILIARDI
| 2009 |
2010 |
Var. % |
|
| In italia |
4,09 |
3,89 |
- 4,8 |
| All’estero |
3,51 |
3,93 |
+ 12 |
| Totale |
7,6 |
7,82 |
+ 3 |
Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Mediobanca, Istat e Ismea
EXPORT: DOVE VA IL VINO ITALIANO?
| Paese |
2009 valori in milioni di euro |
2010 valori in milioni di euro |
% 2010/2009 |
| Germania |
816,9 |
850,6 |
4,1 |
| Stati Uniti |
742,0 |
827,3 |
11,5 |
| Russia |
65,5 |
104,0 |
58,8 |
| India |
0,95 |
1,57 |
65,0 |
| Totale |
3.510 |
3.930 |
12,0 |
Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Istat 2010
LA CRESCITA DEL VINO ITALIANO ALL’ESTERO
2009 2010 Variazione %
Imprese con fatturato oltre i 25 milioni 1,89 2,05 + 8,5
Imprese con fatturato sotto i 25 milioni 1,62 1,89 +16
TOTALE 3,51 3,93 + 12
Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Mediobanca e Istat
IL VINO MADE IN ITALY IN PILLOLE
Aziende con vigne 500mila
Aziende vitivinicole 250mila
Aziende imbottigliatrici 35mila
Superficie vigneto Italia 680mila ettari di cui 40mila biologici
Produzione 45,1 milioni di ettolitri
Consumi procapite 40 litri/anno
Occupati nella filiera allargata 1,2 milioni
Fonte: Elaborazioni Coldiretti



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