Con grave ritardo si è arrivati all’intesa sul prezzo ma la trattativa non soddisfa e manca ancora una programmazione seria ed efficace.
È stato raggiunto nei giorni scorsi l’accordo quadro per la coltivazione del pomodoro da industria per l’area centro nord, che riguarda anche la provincia di Ferrara, seconda provincia per ettari coltivati, circa 7.500.
Ne da notizia Coldiretti, sottolineando che il prezzo raggiunto, pari a 137 euro a tonnellata (compresi premio tardivo e servizi OP)
non è soddisfacente e mette a rischio il reddito delle aziende agricole produttrici.
È amaro il commento di Rino Crovetti, vice presidente di Coldiretti Ferrara, con delega al settore del pomodoro “stiamo attraversando un periodo economico e produttivo molto critico, con un incremento notevolissimo dei costi di produzione, con le imprese agricole costrette ad affrontare rincari vertiginosi in tutte le operazioni colturali e questo prezzo rischia di non essere sufficiente a coprire le spese. Inoltre è un accordo tardivo, che non ha consentito una adeguata e meditata programmazione aziendale, con i produttori che hanno dovuto decidere al buio gli investimenti necessari per la coltivazione. Tra l’altro si presuppone un aumento significativo di ettari rispetto al 2025, con tutte le incognite di una campagna che dovrà assorbire maggiori produzioni verso gli impianti di trasformazione, senza un preventivo controllo ed orientamento delle quantità prodotte”.
“Coldiretti aveva suggerito alle OP – continua Crovetti - una trattativa basata su un sistema di pagamento a due livelli: un prezzo maggiormente remunerativo da applicare alle quantità consegnate lo scorso anno e un prezzo più contenuto per le quantità eccedenti la soglia 2025. La proposta, purtroppo, non è stata accolta e l’aumento eccessivo delle superfici a pomodoro da parte di alcuni operatori, unito alla mancanza di una visione di equa redistribuzione del reddito lungo la filiera da parte dell’industria, contribuisce in questa stagione a penalizzare economicamente gran parte degli agricoltori”.
Il pomodoro da industria e le produzioni da esso derivate sono un simbolo del Made in Italy ed una delle filiere più importanti dell’agroalimentare italiano.
“A nostro avviso – conclude Crovetti - è indispensabile valorizzare e tutelare la filiera del pomodoro da industria, a partire dalla tracciabilità e dalla trasparenza sull’origine della materia prima utilizzata per la produzione dei derivati, garantendo ai consumatori informazioni chiare e affidabili al fine di contrastare frodi e contraffazioni, promovendo allo stesso tempo contratti di filiera pluriennali per ridurre le incertezze che penalizzano la programmazione aziendale, introducendo anche strumenti legati al meccanismo delle quote produttive e salvaguardando i produttori storici”.



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