Altri candidati si sono aggiunti a quelli che nel corso di queste settimane hanno chiesto di confrontarsi con Coldiretti ed il suo “manifesto politico”, che in cinque punti essenziali individua le prime cose da fare per il futuro parlamento che uscirà dalle urne dopo il voto di domenica 4 marzo.
I cinque punti, che non richiedono impegno di spesa da parte dello Stato ma una convinta volontà di tutelare il patrimonio alimentare made in Italy, salvaguardando le imprese agricole e gli interessi dei consumatori nei confronti di un cibo e di uno stile di vita più salubre e salutare, sono stati ulteriormente illustrati ai candidati Alberto Bova (Civica Popolare), Stefano Vaccari (PD), Irene Bregola (Liberi e Uguali) e Federico Messina (PRI-ALA).
Anche in questo caso tutti i candidati incontrati hanno convenuto sulla necessità ed opportunità delle proposte di Coldiretti, condividendo i 5 punti ed assumendosi formale impegno per tradurli in atti legislativi nelle prime settimane della XVIII legislatura.
Hanno formalmente sottoscritto l’atto di adesione alle proposte Coldiretti i candidati Alberto Bova, Stefano Vaccari e Federico Messina. Pur condividendo larga parte del manifesto non hanno ritenuto di sottoscriverlo i candidati Irene Bregola e Federico Messina.
I CINQUE PUNTI DEL MANIFESTO POLITICO DI COLDIRETTI
Eichettatura obbligatoria per tutti gli alimenti; istituzione del Ministero del Cibo; semplificazione per le imprese agricole; eliminazione del segreto sulle importazioni di prodotti alimentari; approvazione definitiva del disegno di legge sui reati agroalimentari.
2 Marzo 2018
ULTIMI INCONTRI CON I CANDIDATI ALLE ELEZIONI POLITICHE 2018



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