“Di fronte all’immane tragedia che ha colpito territori a noi così vicini e così tanti colleghi ed amici, questo nostro compleanno è sì un giorno di festa ma il nostro cuore è con la Romagna” Esordisce così Luca Bellini, presidente di Agrimercato Ferrara, l’associazione facente capo a Coldiretti che gestisce e coordina le attività dei mercati di Campagna Amica tra cui anche quello di Via Montebello 43 a Ferrara, nella ex chiesa di San Matteo, che sabato 27 maggio ha tagliato il traguardo dei quattro anni di attività a servizio della città di Ferrara.
“Sono stati quattro anni – continua Bellini – caratterizzati da tante vicende, anche drammatiche come la pandemia, ma l’elemento costante crediamo sia stato il particolare rapporto che si è costruito in questo periodo tra i nostri produttori ed i cittadini che frequentano questo mercato e che non trovano solo merce, ma cibo, insieme a calore, rapporto umano, socialità, valori ed iniziative che guardano oltre il fare la spesa o vendere i propri prodotti. È la formula che Coldiretti ha scelto e su cui ha investito per ridare centralità e dignità all’agricoltura, al lavoro degli agricoltori, al vero cibo, parlando direttamente con i cittadini, con i consumatori”.
Numerosi gli ospiti intervenuti, dai rappresentanti del Comune di Ferrara Angela Travagli, Matteo Fornasini, Cristina Coletti, Paola Peruffo, al segretario della Camera di Commercio Mauro Gianattasio, al vice presidente della Provincia di Ferrara Francesco Colaiacovo, la comandante della Polizia Provinciale Roberta Artioli, ai presidenti di AVIS Ferrara Sergio Mazzini e di LILT Edgardo Canducci a testimonianza del ruolo che il Mercato ha assunto per la città di Ferrara e per le relazioni che di cui è il centro con iniziative ricche di spunti e di attori della realtà ferrarese.
“Un mercato – ha sottolineato il presidente di Coldiretti Ferrara, Floriano Tassinari – che si inserisce nella rete nazionale di Campagna Amica, la più estesa a livello europeo e che testimonia giorno per giorno il nostro modello di agricoltura e di società, dove il cibo sano e salubre è quello che viene dai nostri campi o dalle nostre stalle, genuino e garantito dai produttori, non da bioreattori in mano a pochi soggetti che vorrebbero sconvolgere e determinare il modo di alimentarsi nel mondo. E come già detto un pensiero particolare va oggi agli amici e colleghi della Romagna alle prese con con un evento catastrofico sotto tutti i punti di vista, cui vogliamo dare un nostro personale contributo, attraverso una raccolta di fondi che dedicheremo ad una famiglia di quei territori per sostenerla in questi momenti così convulsi”.
Unanimi le testimonianze dei rappresentanti istituzionali nell’evidenziare la capacità di Coldiretti di fare, di riuscire a rappresentare una importante area produttiva e sociale che per Ferrara è fondamentale, come quella agricola ed agro alimentare, in una fase in cui occorre difendere le nostre produzioni, ripensare alle filiere, mettere in campo nuovi modelli e superare antichi steccati per salvaguardia un’economia ed i settori connessi senza i quali il territorio ferrarese subirebbe una perdita rilevantissima.
Istituzioni al fianco di Coldiretti e del suo progetto, attività di preparazione di pasta fresca con un laboratorio dedicato ai ragazzi della APS Più Felici di Mesola, musica, mostra di opere dell’Università Popolare di Ferrara, consumatori numerosi, un bel sole caldo hanno fatto da cornice ideale al taglio del nastro ed alla benedizione rituale di questo “compleanno”, cui ha fatto seguito il taglio della torta con assaggi per tutti i presenti.



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