13 Marzo 2012
COLDIRETTI: PRIMAVERA CON PIOGGIA DIMEZZATA AL NORD, E’ SICCITA’.

  Con il caldo della primavera scatta l’allarme siccità al nord dove le precipitazioni sono praticamente dimezzate nell’inverno con l’ abbassamento del livello di fiumi e laghi e la riduzione delle scorte idriche nei terreni.  E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr  rispetto alla media di riferimento 1971 – 2000. Il caldo primaverile - sottolinea la Coldiretti - sta accentuando l’allarme siccità  presente in numerose zone, soprattutto centrosettentrionali del Paese. La carenza idrica è resa evidente - precisa la Coldiretti - dalla magra straordinaria della gran parte dei corsi d’acqua al nord dove i grandi laghi di Como, Maggiore e Garda sono tra i 20 ed i 50 centimetri al di sotto del livello medio del periodo.
La situazione è preoccupante  anche nella nostra provincia, dove numerose richieste di irrigazione anticipata sono state inoltrate al Consorzio di Bonifica. In difficoltà c’è il grano, ma con la ripresa vegetativa favorita dal caldo potrebbero soffrire anche le piante da frutta. Nelle campagne - conclude la Coldiretti - i terreni induriti dalla siccità rendono difficili e molto costose le tradizionali lavorazioni per la preparazione delle semine, ma a preoccupare è anche la disponibilità idrica per l’irrigazione delle piante durante la fase di crescita primaverile ed estiva. Problemi per il trapianto degli ortaggi (dai radicchi, alle carote, al pomodoro) che necessitano quanto prima di poter essere irrigati per attecchire. Si confida – conclude Coldiretti – nella possibilità che il Consorzio di Bonifica possa anticipare in tutto il territorio la stagione irrigua, auspicando che nelle prossime settimane le piogge tornino nella normalità del periodo e che si possano ricostituire le riserve per i mesi estivi, quando comunque le necessità idriche saranno al massimo, sia per le campagne, che per il territorio, che per le esigenze civili ed industriali, cosa non garantita visto lo scarso apporto nevoso in quota che dovrebbe consentire con il disgelo graduale l’afflusso dell’acqua dalle montagne ai fiumi e quindi alla pianura.

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